Gli uccelli rapaci si dividono in due grandi gruppi: “rapaci diurni” (sparviere, poiana, gheppio, pellegrino, lodolaio etc.) e “rapaci notturni” (gufo, allocco, assiolo, civetta, barbagianni). Dato il costante consumo da parte dell’uomo di spazi naturali, molte specie di rapaci si sono adattate a sopravvivere anche in ambienti antropizzati come parchi, città e persino aree industriali. Questa convivenza aumenta la probabilità di incontri, soprattutto con giovani inesperti o animali feriti.
Cosa fare in caso di incontro con un esemplare di rapace in difficoltà
Prima di tutto, chiama il tuo Cras di riferimento. Se non ce n’è uno nella tua zona, puoi rivolgerti ai Carabinieri Forestali o alle altre Forze dell’Ordine. Nel frattempo…
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- Allontana persone e animali domestici che potrebbero spaventarlo e rendere piu’ difficile il tuo intervento.
- Raccoglilo utilizzando guanti robusti o un panno spesso, evitando il becco e soprattutto gli artigli.
- Riponilo in una scatola di cartone, buia (l’oscurità tranquillizza gli animali stressati) con piccoli fori per l’areazione.
- Prepara un video da mandare al CRAS per dare dettagli sulle sue condizioni generali e ricevere consigli.
Cosa non fare…
- Non dare acqua o cibo perché potresti causare gravi danni come ad es. una polmonite ab ingestis.
- Non tenerlo in casa “in osservazione”.
- Non tentare cure improvvisate (medicazioni, disinfezioni, immobilizzazioni).
- Non liberarlo senza indicazioni di un centro specializzato.








